La promessa

Pubblicato su arte, corso, filosofia, letteratura, musica, università con i tag, , , , , , , , , , il Agosto 16, 2008 da faber5

Poiché ogni opera consta dell’unione di elementi in cui sono valide le leggi immanenti, anche il più modesto pezzo musicale dovrebbe in fondo, grazie a quelle energie, serbare una traccia della nobiltà insita nella musica. Già spesso mi sono domandato se non sia appunto così, e se forse non derivi proprio dal gusto contrastante conferito da quella goccia celeste anche alla più triviale miscela, la sua deplorevole forza d’attrazione. Mentre le leggi elementari della lingua da noi chiamate grammatica sono di genere razionale, in quelle del linguaggio musicale riconosco una qualità emotiva. L’aspirazione a passare dal movimento inquieto e dal conflitto alla pace tranquilla, comprende in sé il valore ottimistico di una promessa, giacché dopo fugaci soddisfazioni nella consonanza e dopo rinnovati conflitti si raggiunge sempre, alla fine, una consonanza ultima. Da ciò si può forse spiegare perché anche il più cupo movimento musicale non ci lascia disperati. Attraverso il no di una musica tragica noi percepiamo il consolatore dell’elemento in cui esso si esprime, e troviamo confermato nella musica quello che si rivelò allo sguardo di Nietzsche nel mondo notturno: “Il piacere è più profondo del dolore.” Nella magistrale novella di Grillparzer, Il povero musicante, leggiamo come egli ascoltava quest’umilissimo adoratore della musica nei suoi rapiti e solitari esercizi sul violino; è sempre una nota per volta che egli suona insistendo a goderla con un intenso movimento dell’arco, gustando mediante un semplicissimo prodursi di singole note un’evidente felicità. Come non ammettere, insieme al povero musicante, che una nota sola, in una data altezza - in contrasto con l’imprecisa altezza della parola detta - basta a toccare il nostro sentimento? Persino un suono singolo, questo modestissimo messaggero della sfera sublime della musica, contiene dunque un poco di quella qualità emotiva che troviamo nei suoi elementi e che si fa incontro a noi, dalle grandiose opere dei compositori, come rivelazione spirituale, sconvolgendo i nostri cuori.                                             

Bruno Walter, Musica e interpretazione, Ricordi, 1958.

Ma che cos’è la musica?

Pubblicato su arte, corso, filosofia, letteratura, musica, saluti, università con i tag, , , , , , , , , , il Agosto 13, 2008 da faber5

Ma che cos’è la musica? Questo problema mi ha tenuto occupato per ore ieri sera prima di addormentarmi. La musica è un singolare caso a sé; vorrei dire un prodigio. Essa sta fra il pensiero e il fenomeno; in qualità di vaga intermediaria sta fra lo spirito e la materia; è imparentata con entrambi e tuttavia diversa da entrambi: essa è spirito, ma spirito che abbisogna di una scansione temporale; essa è materia, ma materia che può fare a meno dello spazio. [...] Niente è più inadeguato che il teorizzare in musica; qui esistono certamente delle leggi, determinate matematicamente, ma queste leggi non sono la musica, bensì i suoi condizionamenti, come l’arte del disegno e la teoria dei colori, o magari tavolozza e pennello, non sono la pittura, ma soltanto arnesi necessari. L’essenza della musica è rivelazione, non è possibile renderne conto e la vera critica musicale è una scienza derivante dall’esperienza.

Heinrich Heine, 1837

Giuseppe Nicolini, 1958, disegno (part.)

Ringrazio tutti per gli interventi e i commenti. A presto.

Cette musique

Pubblicato su corso, filosofia, letteratura, musica, università con i tag, , , , , , il Luglio 24, 2008 da faber5

[...] Cette musique me semblait quelque chose de plus vrai que tous les livres connus. Par instants je pensais que cela tenait à ce que ce qui est senti par nous de la vie, ne l’étant pas sous forme d’idées, sa traduction littéraire, c’est-à-dire intellectuelle, en en rendant compte l’explique, l’analyse, mais ne le recompose pas comme la musique, où les sons semblent prendre l’inflexion de l’être, reproduire cette pointe intérieure et extrême des sensations qui est la partie qui nous donne cette ivresse spécifique que nous retrouvons de temps en temps [...].

 

Marcel Proust, La Prisonnière

[...] Quella musica mi sembrava qualcosa di più vero di tutti i libri a me noti. Talora mi pareva che ciò dipendesse dal fatto che quel che noi sentiamo della vita non lo sentiamo sotto forma di idee; e che quindi la sua traduzione letteraria, cioè intellettuale, rendendone conto, lo spiega, lo analizza, ma non lo ricrea, come fa invece la musica, nella quale sembra che i suoni prendano l’inflessione dell’essere e riproducano quella punta interiore ed estrema delle sensazioni, che ci dà quell’ebbrezza specifica che ritroviamo di tanto in tanto  [...].

agosto 1882

Pubblicato su corso, filosofia, letteratura, musica con i tag, , , , , , , , , il Luglio 20, 2008 da faber5

Aussee, agosto 1882: nella villa di Ladislaus Wagner, mecenate e buon dilettante di musica, ci si appresta a eseguire una novità di Johannes Brahms, il Quintetto op. 88 in fa maggiore. E’ un appuntamento tra amici al quale si sono presentati con i loro strumenti il violinista Ludwig Straus, il dottor Aloys Mayer, noto avvocato viennese che suona egregiamente la viola, e il consigliere finanziario Rudolf Lutz, che è uno stimato suonatore di violoncello. Il padrone di casa terrà la parte del secondo violino, ma i quattro amici sono preoccupati perché manca all’appuntamento colui che avrebbe dovuto tenere la parte della seconda viola. In sua vece si è presentato il capitano Moritz von Keiserfeld di Graz, un ottimo violinista che si è dichiarato pronto a imbracciare la viola e leggere a prima vista la sua parte. Ad ascoltare i cinque e a descriverci la scena c’è Max Kalbeck, noto musicologo al quale dobbiamo una prima ed estesissima monografia su Brahms. Arrivò anche Brahms e i cinque si misero a suonare, ma a questo punto possiamo cedere la parola alla cronaca di Kalbeck: «Mentre i cinque suonavano Brahms andava su e giù per la stanza e brontolava cose ora divertenti ora serie con il sigaro tra i denti. In quei passi del secondo movimento che ogni volta prima dell’entrata del tempo veloce devono suonare come lunghi sospiri, egli spiegò agli strumentisti: “Questo deve suonare pieno di nostalgia; quelli tra voi che sono sposati interpreteranno meglio questi sospiri!”. E al dottor Mayer disse: “Da quando ti sei dedicato alla viola, volevo darti la possibilità di metterti in luce”. La prova di lettura e quella generale aumentarono talmente la soddisfazione del Maestro che egli acconsenti all’entrata del pubblico per la matinée organizzata per il 25 agosto».

Un mondo nel quale un capitano, un consigliere finanziario, un avvocato e un possidente ungherese suonino un Quintetto di Brahms così bene da soddisfare l’autore, riuscite ancora a immaginarlo?
Che razza di persone potevano essere quei dilettanti così magnificamente agguerriti? Farebbe davvero piacere saperlo, conoscere qualcosa della loro vita privata, di quel loro riuscire a conciliare così bene le esigenze di una professione con quelle della musica. Questa possibilità ci è offerta dalla lettura di questo libro in cui si susseguono le lettere che per più di trent’anni si sono scambiati Johannes Brahms e quello che vorremmo definire l’esemplare più riuscito di quel nobile dilettantismo musicale, il dottor Theodor Billroth.[...]

Enzo Restagno, Un epistolario e uno stile di vita, in Caro Johannes!, EDT

 

Così si apre il magnifico saggio breve con il quale Enzo Restagno presenta l’epistolario.

Un grazie a tutti per gli interventi e le visite.

 

 

Brahms

Pubblicato su letteratura, musica con i tag, , , , il Luglio 10, 2008 da faber5

Svegliandosi, la domenica, Paule trovò un biglietto infilato sotto la porta, uno di quei messaggi che una volta venivano detti poeticamente bleu, e che Paule trovò poetico perché il sole, riapparso nel cielo così terso di novembre, riempiva la sua camera di ombre e di luci piene di colore. “C’è un bellissimo concerto alle sei, alla Salle Pleyel,” scriveva Simon. “Le piace Brahms? Le chiedo scusa per ieri.” Paule sorrise. Sorrise per la seconda frase: “Le piace Brahms?” Era proprio il genere di domande che le facevano i ragazzi quando aveva diciassette anni. Naturalmente, anche in seguito le facevano domande del genere, ma non aspettavano risposta. In quel suo ambiente, e a quell’età, chi ascoltava mai qualcuno? Ma poi, le piaceva Brahms?

Françoise Sagan, Le piace Brahms?, Bompiani

Stella Espero

Pubblicato su arte, musica con i tag, , , , , il Giugno 28, 2008 da faber5

                                                               

 [...] La grazia mi si manifestava in un succedersi quasi ininterrotto di epifanie. Ogni pensiero, ogni sentimento rilevati prendevano il carattere delle apparizioni. Certe sere, spiavo dentro di me il levarsi della stella Espero, che doveva rendermi visibile il mio cuore. Certe notti, tutto in me era musica; e, come nell’orchestra il motivo passa per le famiglie degli strumenti sviluppandosi e trasformandosi, così mi pareva udir passare il mio tema.

 

Gabriele d’Annunzio

Il fastello della mirra

Vallecchi

Mozart

Pubblicato su arte, musica con i tag, , , , , , , il Giugno 19, 2008 da faber5

 Lo studio - foto F. Nicolini

Wer Mozart hört, spielt besser Fußball

Intervista a Giovanni Trapattoni sulla prestigiosa Frankfurter Allgemeine Zeitung. Trapattoni, che ora allena la nazionale d’Irlanda dopo avere lasciato il Salzburg, è un grande appassionato di musica classica. Nell’intervista si trovano molte idee interessanti e, considerato l’ambiente, anche sorprendenti. Questa, per esempio: dalla musica del grande compositore “si impara molto in fatto di tensione, velocita’, ritmo, costruzione e strutture. Si impara anche la logica del gioco”.

L’intervista completa si trova qui:

http://www.faz.net/s/Rub50CB16F2CCB7495BBAB0A154CC647299/Doc~E693DA214DB2743E88D8A5F2CD08F76B1~ATpl~Ecommon~Scontent.html

La sintesi in italiano qui:

http://www.agi.it/sport/calcio/notizie/200806081743-spr-rom1072-art.html

 

Suggerimenti

Pubblicato su corso, filosofia, musica con i tag, , , , , , il Giugno 15, 2008 da faber5

Grazie Luisa

Maestro, guida, ascolto: davvero la parola sembrerebbe irrinunciabile in questo contesto. Tuttavia posso segnalare un libro interessante e utile per tutti gli appassionati di musica, dal neofita all’esperto (maestri compresi). Questo: Giorgio Pestelli, Gli immortali, Einaudi. Naturalmente nella nuova edizione 2007 e senza farsi troppo distrarre dal sottotitolo (Come comporre una discoteca di musica classica) che potrebbe indurre a trascurarne la ricchezza.

 

foto F. Nicolini

Concerto

Pubblicato su corso, musica con i tag, , , , , , il Giugno 3, 2008 da faber5

 

      

 Joseph Beuys

Segnalo questo importante concerto, in particolare agli amici che hanno seguito il mio corso “La musica nel nostro tempo”organizzato in collaborazione con la Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto.

http://www.radio.rai.it/radio3/cartellone/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=252198

VENERDÌ 06 GIUGNO 2008
ORE 21.00
RADIO3 SUITE - IL CARTELLONE CONCORSO INTERNAZIONALE DI COMPOSIZIONE “STRUMENTI DI PACE” In diretta dall’Anfiteatro all’aperto sul Colle di Miravalle di Rovereto

CONCERTO FINALE

Orchestra Haydn
direttore, Gustav Kuhn
baritono, Roberto Abbondanza

Franz Schubert
Sinfonia n. 8 in si minore D. 759 “Incompiuta”
- Allegro moderato
- Andante con moto
Virginia Guastella
“Pax virginis” (brano vincitore del Concorso Strumenti di Pace)
Cantata per baritono ed orchestra
Giorgio Battistelli
Angeli
per baritono ed orchestra
prima esecuzione assoluta
Ludwig van Beethoven
Leonore n.3, Ouverture in do maggiore op.72a
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Corso 2008/2009

Pubblicato su arte, corso, filosofia, musica, università con i tag, , , , , , , , il Giugno 1, 2008 da faber5

Cari amici del corso uel e amici tutti,

come ho già preannunciato in una delle ultime lezioni, l’argomento del corso per il prossimo anno accademico è questo:

Da Vivaldi a Beethoven

La musica nel Settecento

 

Autori, opere e contesto culturale saranno presentati e descritti a partire dall’ascolto delle musiche in argomento. Costituisce parte integrante del corso il richiamo ad aspetti delle arti figurative, della letteratura e del pensiero filosofico che presentino significative relazioni con la musica. A questo proposito è previsto il supporto di letture ed esempi multimediali.

 

Il corso inizierà giovedì  6 novembre 2008 e si concluderà giovedì 4 giugno 2009.

Le lezioni si terranno il giovedì dalle 16 alle 18 nella Saletta della Civica Scuola Musicale “Riccardo Zandonai”, Corso Rosmini 78, Rovereto.

 

Ringrazio per i commenti  lasciati.

Adrian ha individuato la chiesa dell’immagine che avevo inserito nel post precedente: si tratta proprio della splendida Chiesa di S.Marco a Rovereto.

Un ringraziamento particolare sempre ad Adrian per le stupende immagini di Palazzo Piomarta di Rovereto (1772) che si trovano in questo post.