Conclusione del Corso “La musica moderna”

Posted in 1, arte, corso, filosofia, letteratura, musica, saluti with tags , , , , , , , , on ottobre 31, 2009 by faber5

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foto F. Nicolini

Il corso di aggiornamento, organizzato dall’Istituto d’arte “F. Depero” e dalla Civica Scuola Musicale “R. Zandonai” di Rovereto, era destinato ai docenti delle Scuole Medie Superiori.

Questi gli argomenti delle sei lezioni:

1. Musica futurista: l’arte dei rumori

2. Riccardo Zandonai: un romantico nel Novecento

3. Avanguardia e riassunto del passato in Igor Stravinsky

4. Anton Webern: Il cammino verso la nuova musica

5. Pierre Boulez: Per volontà e per caso

6. 1984 di Lorin Maazel: un’opera del nostro tempo

Il corso è stato tenuto nella Saletta Auditorium della Civica Scuola Musicale “R. Zandonai”, Corso Rosmini 78, Rovereto e ha avuto notevole seguito.

Ringrazio tutti per l’attenzione e la partecipazione.


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Cronache del Novecento

Posted in arte, corso, filosofia, letteratura, musica with tags , , , , , , , on agosto 9, 2009 by faber5

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Nel 1931 a Berlino fui invitato un giorno a colazione dagli Hindemith. Quando arrivai la domestica disse che il musicista e la moglie non erano ancora tornati dai loro esercizi. Arrivarono in quel punto correndo su per le scale, tutti e due in shorts bianchi di lino e tutti e due col fiatone. Erano stai a trottare nel Grünewald con il loro insegnante di ginnastica, e a giudicare da come ansimavano dovevano aver corso fino a casa. Ripenso a questo episodio ogni volta che sento uno di quei concerti tipo esercizio d’allenamento di Hindemith.

Igor Stravinskij in Igor Stravinskij – Robert Craft, Ricordi e commenti, Adelphi

Musica moderna

Posted in arte, corso, filosofia, letteratura, musica, università with tags , , , , , , , , , on aprile 19, 2009 by faber5

dna_orbit_animatedEcco il programma del  mio ciclo di lezioni  sulla musica del Novecento e del Duemila.

Musica moderna

Invito all’ascolto in quattro incontri

 

Mercoledì 22 aprile

1. Musica futurista: l’arte dei rumori

 

Mercoledì 29 aprile

2. Riccardo Zandonai: un romantico nel Novecento

 

Mercoledì 6 maggio

3. Anton Webern: in cammino verso la nuova musica

 

Mercoledì 13 maggio

4. 1984 di Lorin Maazel: un’opera del nostro tempo

 

Tutte le lezioni saranno tenute alle ore 18 nella Saletta Auditorium della Civica Scuola Musicale “Riccardo Zandonai”, Corso Rosmini 78 Rovereto.

Per informazioni la Segreteria è aperta il mattino. Telefono: 0464 452164. L’iniziativa è a ingresso libero.

A proposito di Luigi Boccherini

Posted in arte, corso, letteratura, musica, università with tags , , , , , , , on marzo 29, 2009 by faber5

trento-ottobre-2005– Mi ricordo d’aver sentito un Quintetto quattro o cinque anni fa, al Conservatorio di Bruxelles; e mi parve magnifico, e poi nuovissimo, pieno d’episodi inaspettati. Mi ricordo bene che in alcune parti il Quintetto, per l’uso dell’unisono, si riduceva a un Duo; ma gli effetti ottenuti con la differenza dei timbri erano d’una finezza straordinaria. Non ho ritrovato nulla di simile nelle altre composizioni strumentali.

 Ella parlava di musica con sottilità d’intenditrice; e per rendere il sentimento, che una data composizione o l’intera arte di un dato maestro suscitava in lei, aveva espressioni ingegnose ed imagini ardite.

Gabriele D’Annunzio, Il piacere

Silence

Posted in arte, corso, filosofia, musica, università with tags , , , , , , , , , on gennaio 24, 2009 by faber5

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Poiché in questa musica nuova non accade niente altro che suoni: suoni che sono stati scritti, e suoni che non lo sono stati. Quelli che non lo sono stati appaiono, nella musica scritta, silenzi, aprendo la strada della musica a quei suoni che, casualmente, si verificano nell’intorno fisico. E’ un’apertura che esiste anche nella scultura e nell’architettura moderna. Gli edifici di vetro di Mies van der Rohe riflettono l’intorno fisico, offrendo all’occhio immagini di nuvole, alberi o erba, secondo dove si trovano. E quando si guardano le costruzioni in filo metallico dello scultore Richard Lippold, è inevitabile che si vedano altre cose, compresa la gente, se capita ci siano persone in quel momento, attraverso il reticolo dei fili. Né lo spazio vuoto, né un tempo vuoto, esistono. Qualcosa da vedere, qualcosa da udire, c’è sempre. In realtà, proviamoci con tutte le nostre forze a fare “silenzio”: non ci riusciremo. Talvolta, per certe finalità tecniche, è desiderabile una situazione il più possibile silenziosa. Un ambiente di questo tipo è detto camera anecoica; le sue superfici sono di un materiale assorbente speciale; è una stanza del tutto priva di risonanze. Diversi anni fa entrai, all’Università di Harvard, in una stanza così; e sentivo due suoni, uno alto e uno basso. Quando li descrissi al tecnico di servizio, m’informò che il suono alto era il mio sistema nervoso in azione; quello basso il mio sangue in circolazione. Finché non sarò morto esisteranno suoni; e seguiteranno dopo la mia morte. Non c’è da temere per il futuro della musica.

 

Ma questa intrepida sicurezza si raggiunge soltanto se, al punto in cui le strade si dividono, al punto in cui si comprende che suoni se ne producono che lo si voglia o no, ci si volge ad ascoltare, tra i suoni, quelli che non si intendono. Questa svolta è psicologica, e a prima vista sembra una rinuncia a tutto ciò che appartiene all’umano: per un musicista, la rinuncia alla musica. Ma è una svolta psicologica che guida entro il mondo della natura; e là, gradatamente o subitamente, si vede che umanità e natura non sono separate e stanno tutte due insieme a questo mondo; che, quando si è rinunciato a tutto, non si è perduto niente. In termini musicali, qualunque numero di suoni può verificarsi, in qualunque combinazione e  con qualunque continuità.

John Cage, Silence, 1957

2009

Posted in arte, corso, filosofia, musica, saluti, università with tags , , , , on gennaio 3, 2009 by faber5

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A tutti l’augurio di un felice  Nuovo Anno.

Se ne parla a lezione: il Messiah di Händel

Posted in arte, corso, filosofia, letteratura, musica, università with tags , , , , , , on dicembre 14, 2008 by faber5

caso e necessità[…] Alle prime parole sussultò.”Comfort ye”, così iniziava il testo. “Consolati!”: emanava un potere magico da questa parola, anzi no, non una parola ma una risposta, la risposta di Dio, coro degli angeli che scende dall’alto dei cieli fino al suo cuore dolente. “Comfort ye”, come si risolleva l’anima umiliata al suono di questa parola creatrice, generatrice! Non aveva ancora terminato di leggere il testo e già le parole si scioglievano in melodia, si facevano canto, suoni, voce vibrante. Quale gioia, le porte si erano spalancate, ed egli udiva, sentiva di nuovo in musica!  Voltava una pagina dopo l’altra, con mano tremante. Sì, questa voce lo cerca, lo chiama, ogni parola lo avvince con un potere irresistibile. “Thus saith the Lord”, “Così parla il Signore”: non è forse rivolta a lui questa frase, a lui solo, non è questa la stessa mano che l’ ha atterrato, e che ora pietosa lo risolleva? “And he shall purify”, “Ti renderà puro”, sì questo era accaduto: dissolte come d’incanto le tenebre dal cuore, irrompe limpida e sfolgorante la cristallina chiarezza della luce che si fa musica. […]

Stefan Zweig, La resurrezione di Georg Friedrich Händel, Adelphi

 

Grazie Clelia, grazie Luisa.