A proposito di Luigi Boccherini
- Mi ricordo d’aver sentito un Quintetto quattro o cinque anni fa, al Conservatorio di Bruxelles; e mi parve magnifico, e poi nuovissimo, pieno d’episodi inaspettati. Mi ricordo bene che in alcune parti il Quintetto, per l’uso dell’unisono, si riduceva a un Duo; ma gli effetti ottenuti con la differenza dei timbri erano d’una finezza straordinaria. Non ho ritrovato nulla di simile nelle altre composizioni strumentali.
Ella parlava di musica con sottilità d’intenditrice; e per rendere il sentimento, che una data composizione o l’intera arte di un dato maestro suscitava in lei, aveva espressioni ingegnose ed imagini ardite.
Gabriele D’Annunzio, Il piacere
Marzo 31, 2009 a 3:59 pm
Mi ricordo d’aver sentito un Quintetto quattro o cinque anni fa, alla sala Filarmonica di Rovereto; e mi parve magnifico, e poi nuovissimo, pieno d’episodi inaspettati. Mi ricordo bene che in alcune parti il Quintetto, nel primo movimento (Allegro brillante) proponeva un ineffabile dialogo tra la viola e il violoncello. Iniziava con un tema impetuoso, deciso; ma un secondo tema era molto riservato.
Indimenticabile il secondo movimento, in modo di una marcia, un poco largamente. Protagonisti gli archi, con dolcissime melodie, pianoforte in secondo piano. Ritornando brevemente al primo tema nella sezione centrale esplodeva un fiero Agitato.
Lo Scherzo – Molto vivace, con due trii, creava allegria con veloci scale ascendenti.
L’ultimo movimento – Allegro ma non troppo – apriva con un tema semplice e riprendeva il tema del primo movimento, dando unitarietà all’intero Quintetto.
Era una composizione pioneristica per l’anno in cui fu scritta (il 1842), proprio per l’organico: il pianoforte e un quartetto d’archi (due violini, una viola e un violoncello).
Chi lo sentì per la prima volta poté dire : “Non ho ritrovato nulla di simile nelle altre composizioni strumentali.” L’unico critico fu Franz Liszt, che definì l’opera “zu leipzigerisch”.
Viveva a Lipsia Schumann a quell’epoca e fu nella Leipzig Gewandhaus che la sua amata moglie Clara suonò per la prima volta in pubblico il Quintetto in mi bemolle maggiore op. 44 per pianoforte e archi. Lui dichiarò che solo un uomo poteva capire quel Quintetto, ma si sa, lo disse in un momento di gelosia.
Aprile 5, 2009 a 6:33 pm
A proposito di Boccherini! La lezione del professor Nicolini mi ha fatto rivedere in una luce particolare il film “Master & Commander”.
“La Musica Notturna delle Strade di Madrid” del compositore lucchese viene eseguita non come colonna sonora ma come componente comprimaria di una scena straordinariamente significativa del film. Quella in cui il comandante e il medico di bordo la eseguono assieme, nella tranquillità della cabina, mentre fuori, sul ponte i marinai si preparano al combattimento. Connubbio creativo che concilia le due opposte personatità dei protagonisti nel nome della bellezza e della amicizia.
A proposito di Boccherini! Leggo nella brochure allegata al CD contenente, fra le altre, la composizione sopraccitata che, accanto a Boccherini, nella decade 1880-1890, sono presenti altre due grandi figure sulla scena musicale. La prima è Haydn che si consolida come prosecutore della produzione quartettistica di Boccherini, la seconda è Joseph Boulogne detto Chevalier de Saint George, un mulatto nato nel Guadalupa, personaggio eclettico, violinista eccelso ma anche schermidore spericolato che fece impazzire la Parigi musicale e mondana del suo tempo. Su di lui si fece, nel 2003 in Canada un film: “Le mozart noir”.
Aproposito di Boccherini…
Saluti.
Clelia
Aprile 6, 2009 a 7:16 am
Ringrazio Luisa e Clelia per questi due splendidi post.
Aprile 8, 2009 a 7:51 am
A proposito di Boccherini!
Nel mio precedente post del 5 aprile, la decade alla quale mi riferivo era quella del 1780-1790 e non quella di un secolo dopo.
Mi scuso per l’errore di battitura.
Saluti
Clelia