Cette musique

[...] Cette musique me semblait quelque chose de plus vrai que tous les livres connus. Par instants je pensais que cela tenait à ce que ce qui est senti par nous de la vie, ne l’étant pas sous forme d’idées, sa traduction littéraire, c’est-à-dire intellectuelle, en en rendant compte l’explique, l’analyse, mais ne le recompose pas comme la musique, où les sons semblent prendre l’inflexion de l’être, reproduire cette pointe intérieure et extrême des sensations qui est la partie qui nous donne cette ivresse spécifique que nous retrouvons de temps en temps [...].

 

Marcel Proust, La Prisonnière

[...] Quella musica mi sembrava qualcosa di più vero di tutti i libri a me noti. Talora mi pareva che ciò dipendesse dal fatto che quel che noi sentiamo della vita non lo sentiamo sotto forma di idee; e che quindi la sua traduzione letteraria, cioè intellettuale, rendendone conto, lo spiega, lo analizza, ma non lo ricrea, come fa invece la musica, nella quale sembra che i suoni prendano l’inflessione dell’essere e riproducano quella punta interiore ed estrema delle sensazioni, che ci dà quell’ebbrezza specifica che ritroviamo di tanto in tanto  [...].

2 Risposte a “Cette musique”

  1. Come rispondere a Proust ?? Cosa rispondere al Maestro ??
    Forse con la descrizione del libro:
    Sentire e pensare: Emozioni e apprendimento fra mente e cervello , Carlo Cristini (Editor), Alberto Ghilardi (Editor) Springer Editore
    ”Pensieri e sentimenti sono spesso stati considerati, studiati separatamente. Ricerche recenti, in ambito psicologico, neuroscientifico sottolineano l’unitarietà, la reciproca influenza dei processi cognitivi ed emotivi, lo stretto rapporto fra natura e cultura. La vita psichica, sin dalle sue origini, dalle sue prime esperienze relazionali si sviluppa in tutte le sue funzioni. Nel corso degli anni si continua ad apprendere, a memorizzare, a crescere sul piano del pensare e del sentire.
    … Mente e cervello nascono insieme e non si separano mai, sono entrambi testimoni della biografia di un individuo; il loro destino è connesso alle esperienze, alla qualità e caratteristiche dei pensieri e dei sentimenti, al loro grado di consapevolezza, al desiderio di saperne sempre di più, di noi stessi e di quanto ci accade. La dimensione relazionale, l’intersoggettività, il significato degli affetti, la cultura, la libertà dello spirito creativo caratterizzano il pensare ed il sentire, l’apprendere e il ricordare, la verità narrativa di una persona.”

  2. Le letture che periodicamente vengono proposte sul sito – tutte interessanti, affiancate sempre da indovinate immegini fotografiche – inducono a delle riflessioni che talvolta ci portano indietro nel tempo facendoci rivivere episodi legati, in qualche modo, all’arte. E’ il caso della citazione “cette musique”, introdotta dalla vista di una strada paesana, larga e soleggiata (Volano ?), che mi ha riportata al 2005.
    Seduta, assieme a tanti amici, nella bella sala del Liceo musicale, seguivo attentissima le lezioni del corso Uel “Proust la musica” condotto dal professor Nicolini. Musica e letteratura si intrecciavano, dialogavano, aprivano nuovi spazi d’interpretazione e di conoscenza.
    “…Dapprima il pianoforte si lamentava solitario come un uccello abbandonato dalla compagna; il violino lo udì, e gli rispose quasi da un albero vicino. Accadeva come al principio del mondo, come se ancora non vi fossero che loro due sulla terra, o piuttosto in quel mondo chiuso a tutto il resto, costruito dalla logica di un creatore e dove sarebbero stati soli entrambi…”.
    Non so se si può chiamare riscoperta, ma da allora, per me, Proust è stato diverso. Ho apprezzato maggiormente la sua capacità di analizzare pensieri, sensazioni, odori, sofferenze. Nel suo pensiero ho sentito qualche cosa di diverso e di nuovo, ho riconosciuto, con Giovanni Macchia (“Tutto su Proust”
    colui che ha “…esplorato con estremo coraggio il Continente Uomo nei suoi vizi e nei suoi ideali”.
    Clelia

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